zebra

Alzi la mano che creda che la zebra sia uno degli animali simbolo dei safari. In una savana colorata dopo la stagione delle piogge oppure secca in attesa dell'acqua, la zebra col suo bianco/nero colora a suo modo il panorama e il paesaggio. Vedere correre la zebra da quel senso di libertà incredibile che nella sua semplicità ci affascina tantissimo e se chiudiamo gli occhi ci sembra di sentire il vento tra i capelli pure a noi.

La zebra, un animale caratteristico dell’Africa. Ma di zebre ce ne sono svariate specie come quella comune (Burchell o quagga), quella di montagna, quella di Grevy…insomma l’animale a strisce non è tutto uguale, come non sono uguali tra di loro anche all’interno della stessa specie.

È si perché lestrisce delle zebre sono un pò come le nostre impronte digitali, uniche. Il motivo di questa unicità è dovuto al riconoscimento “madre-piccolo”, ma anche perché mescolate tutte insieme confondono i predatori con tutte ste strisce non uniformi, ma anche per la difesa da insetti come le zanzare. Insomma le strisce, oltre a renderle particolarmente affascinanti, sono dei veri e propri salvavita.

E pensare che il piccolo è precoce: alla nascita dopo circa un’ora può già correre. Una dieta di erba, preferibilmente alta, è il cibo preferito della zebra e raramente qualche foglia sopratutto nella stagione secca quando, appunto, l’erba scarseggia. Spesso le vediamo “incinte”, ma in realtà è il gas che si forma nella pancia avendo un solo stomaco.

Lo stallone avvia spesso lotte anche cruente per conquistare l’harem di femmine di un’altro stallone. Anche in questo caso riconoscere la differenza tra maschi e femmine può essere difficile: i maschi hanno un sottile striscia nera che corre in mezzo alle zampe posteriori e sotto la coda, mentre per le femmine questa striscia è più demarcata.

Le zebre vivono in gruppi chiamati harem, dove uno stallone difende un numero variabile di femmine; in caso di attacco da parte di un predatore, le femmine e i giovani scappano come una singola unità, mentre lo stallone fronteggia il nemico, occupando un posto di retroguardia. Le strisce delle zebre facilitano nel mantenere unito il gruppo, in quanto le zebre non sono dotate di una visione policroma. All’interno dell’harem le femmine sviluppano una gerarchia basata prevalentemente sull’età, ma anche sul principio della prima, seconda, terza…moglie; i rapporti all’interno del gruppo si rafforzano e solidificano grazie al toelettatura reciproca”.

Oltre a svolgere una funzione di pulizia del pelo, i comportamenti di mutual grooming servono ad affermare il legame sociale, a rinforzar

lo e a scambiarsi odori. È un po' come un patto di amicizia e di aiuto reciproco. I maschi praticano il cosiddetto flehmen, che consiste nell’incurvare il labbro superiore in un modo caratteristico degli ungulati, felidi e altri mammiferi per permettere ai feromoni di viaggiare verso un organo posto in fondo alla bocca, l’organo vomeronasale (o di Jacobsen). I maschi ricercano così nelle urine delle femmine lo stato riproduttivo delle stesse, per determinare se quest’ultima sia pronta o meno alla riproduzione.

Un animale apparentemente semplice nasconde moltissime sfaccettature che solo in savana seduti davanti a un bel gruppo di zebre, o magari in riva al Chobe o lungo lo Zambesi, si riesce a capire osservandolo a scovare tutte le sue particolarità nascoste. Famoso per la Grande Migrazione con lo Gnu, animale con cui condivide spesso momenti di pascolo, non solo in Africa centrale o dell'est ma anche in Africa meridionale perchè sempre alla ricerca di erba fresca e gustosa da poter mangiare.

Voglio ringraziare Alice che mi ha aiutato a scrivere questo articolo e che ci ha aiutato a conoscere qualche nozione in più. Alice è una guida professionista che lavora in Africa da diversi anni e la sua collaborazione è preziosa per approfondire entrando in dettagli curiosi. Qui a lato trovate il link al suo blog e al suo profilo Instagram e se vuoi conoscere qualcosa in più su Alice e la sua storia clicca QUI.