Hwange National Park

In questo articolo voglio presentarvi il parco nazionale di Hwange, il parco più grande e importante di tutto lo Zimbabwe. In questo parco, dove è possibile fare i safari fotografici e cercare i famosi big5, ci sono diversi ecosistemi e una storia che racchiude qualche millennio di popolazioni nomadi che lo hanno attraversato. Parco intrigante dove ogni safari ha una storia a se e mai scontata, regala sempre emozioni forti sopratutto a chi sa cogliere i dettagli, i particolari e guastarsi una natura ancora padrona dell’area.

Il Parco Nazionale di Hwange è situato a ovest dello Zimbabwe, nella regione del Matabele del nord, a circa 120 km dalle Cascate Vittoria e confina con il Botswana. Istituito alla fine degli anni 20 del XX secolo, è il parco più esteso del paese e copre un’area di 14.650 kmq (circa come Basilicata e Molise insieme) e, data la sua ampiezza, presenta diversi ecosistemi. Il territorio è costituito per due terzi da sedimenti sabbiosi del Kalahari e l’acqua all’interno del parco scarseggia rendendolo ostile in molte zone. Per questo motivo sono state create moltissime pozze (pan) che, oltre a quelle naturali, pompano l’acqua da pozzi solari garantendo un minimo di aiuto agli animali. La vegetazione del parco di Hwange spazia da aree aride e desertiche ad aree erbose e boschive sopratutto di teak e mopane.

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In principio furono i San, nomadi dell’Africa meridionale, ad abitare quest’area. Fu poi riserva di caccia degli Ndebele nell’800, ma furono i cacciatori bianchi ad esplorarlo a cavallo del 900. Purtroppo questo fu anche la rovina del parco, la caccia fu massiccia diminuendo drasticamente il numero degli animali sopratutto poi con l’avvento del bracconaggio. Negli anni però, sia grazie alla conservazione sia che i bracconieri preferiscono altre destinazioni, riesce a mantenere un’alta concentrazione di elefanti tra la più alta del continente africano. Leoni, leopardi, ghepardi, licaoni, sciacalli, manguste, bufali, ippopotami, coccodrilli, zebre, giraffe, iene, gnu antilopi, kudu, struzzi, babbuini ma sopratutto più di 400 specie di uccelli arricchiscono questo immenso parco.

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Ora vi chiederete perché andare a Hwange. Secondo me il bello di andare è perché è un parco poco affollato, lontano dal turismo di massa e incontrare un veicolo è raro. Il parco è molto grande e anche se ci sono poche strade, è comunque poco frequentato sia per la situazione dello Zimbabwe, sia perché non è una meta turistica mancando lodge di ultima generazione a prezzi “umani” quindi chi viene qui dev'essere davvero appassionato, o alla ricerca di un posto tranquillo. Questo lo rende sicuramente un punto a favore incredibile perché godersi la natura in totale relax senza la confusione di molte persone è davvero speciale.

Un’altro motivo per andare nel parco di Hwange sono i paesaggi che cambiano in continuazione. Se si decide di stare a sud del Main Camp si troveranno piccole aree boschive mescolate con grandi pianure erbose, savane aperte, savane desertiche che già così ti permettono di vivere un safari diverso in un solo parco. Se si va a nord del Main Camp e verso Sinamatella troveremo aree perlopiù boschive in una savana alberata molto fitta sopratutto sulle colline sia di acacie, mopane e teak, ma anche piccoli arbusti e qualche radura. Le colline poi di Sinamatella tolgono il fiato, è vero con la vegetazione che c’è è difficile avvistare qualcosa, ma la vista che si ammira da qui e l’esperienza che si vive in queste zone è magica. Se proseguiamo verso ovest e il Robin Camp, troveremo aree rocciose, mescolate ad un altopiano erboso e ancora la savana alberata. Forse la zona più intrigante e più selvaggia del parco (facilmente raggiungibile). Qui i suoni e l’atmosfera che si respira è molto selvaggia e indimenticabile.

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Se poi mettiamo in conto che, in tutte queste zone, ci sono le famose pan (pozze d’acqua) che siano naturali, sedimentarie della stagione delle piogge e quindi secche una volta esaurite, o alimentate dalle pompe solari, sono sicuramente un valore aggiunto oltre che paesaggistico e di bellezza unica: immaginate una savana aperta o alberata ma con una pozza d’acqua, non è come la ciliegina sulla torta? Se poi mettiamo che in queste pozze, per ovvi motivi, gli animali sanno di trovare acqua è un “ti piace vincere facile” nel trovarli nei paraggi. Ma non sempre ci sono, dipende dall’ora, dal caldo, dal…..e allora l’attesa si fa più suggestiva, e nel giro di pochi minuti arriva magari un gruppo di 20 o 30 elefanti che sguazza poi va….poi arrivano zebre, kudu e impala e poi vanno….insomma godersi il panorama, il saper attendere e godersi il silenzio o i suoni della savana di Hwange fanno parte del safari dove il tempo sembra essersi fermato e dove ti senti un tutt’uno con la natura selvaggia padrona assoluta, dimenticandoti di cosa accade fuori dai confini del parco.

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