impala

In questo articolo voglio parlarvi di un animale che negli ultimi anni si è preso ogni soprannome possibile e forse quello che ricordo con più simpatia è: “il McDonald della Savana”.

In effetti l’Impala, l’animale che oggi andiamo a conoscere, è forse l’esemplare che incontriamo di più durante i safari in Zimbabwe ma posso anche dire in Africa meridionale. Chiaramente sto generalizzando molto, ma non ci scommetterei troppo a dire che 7-8 safari su 10 iniziano con l’avvistamento degli impala e che a fine della sola prima giornata si sono avvistate diverse centinaia di unità.

La cosa che mi fa sorridere di più è che tutti (o tanti) al primo avvistamento fanno fermare la guida, al secondo pure….dal terzo commentano “vai vai è solo un impala”. Eppure io vi dico che, nonostante sono anni che frequento la savana, ritengo che sono animali eccezionali ed ancor oggi mi fermo addirittura a fotografarli ancora. Ma vediamo se dopo aver letto questo articolo li considerate ancora “McDonald africani” o troverete nuovi soprannomi per questa meravigliosa antilope.

 

L'unione fa la forza con altri animali

Gli impala sono generalmente associati ad altre specie tipiche della savana africana per ragioni differenti: impala e facoceri possono associarsi per un semplice desiderio di dividersi una risorsa di cibo comune, così come con zebre e gnu, ed oltre alla condivisione, grandi gruppi di animali forniscono una protezione migliore contro il possibile attacco di predatori; impala e babbuini si trovano spesso insieme: le antilopi ricercano fiori e frutti lasciati cadere dai babbuini e al contempo forniscono vigilanza continua ad entrambe le specie. Non è un caso vedere all’interno di un gruppo di impala uno o più individui intenti a perlustrare i dintorni mentre il resto del gruppo pacificamente si ciba; anche i babbuini forniscono una fonte di vigilanza per gli impala, dato che dall’alto degli alberi possono notare l’arrivo di un predatore da diversi metri di distanza, dando quindi l’allarme.

I sensi dell'impala

I sensi di queste antilopi sono incredibilmente sviluppati: le grandi orecchie individuano facilmente i suoni e i loro grandi occhi offrono una visione a dir poco eccellente. Dato che il maggior pericolo per un impala occorre in forma di predatore (come nella maggior parte delle antilopi) anche questi antilopi hanno occhi posizionati sui lati della testate non con indirizzo frontale, chegarantisce loro una perfetta visione periferica secondaria. Gli impala sono antilopi estremamente agili ed atletici, riuscendo a compiere salti fino a 2 metri in altezza e 10 in lunghezza, altro adattamento fisico che gli permette di saltare anziché dover circumnavigare cespugli e bush nelle savana alberate.

impala primo piano

Il colore dell'impala, uno strano mimetismo

Un altro interessantissimo metodo contro la predazione risiede nella colorazione del loro manto: contrariamente a come spesso si osserva vedendolo facilmente individuabile, osservando un impala si può notare come questo abbia una colorazione più scura a livello del dorso, leggermente più chiara lungo i fianchi e ancora più chiara a livello della pancia (counter-shading in inglese). Questa colorazione annulla la tridimensionalità causata dal Sole al di sopra di un qualsiasi oggetto (il Sole in genere illumina un oggetto pienamente nella parte maggiormente colpita, la schiena appunto, per disperdere la sua potenza lungo i fianchi e perdendola sulla pancia). Questa colorazione a contrasto impedisce al predatore di vedere l’impala come un oggetto tridimensionale e di distinguerlo quindi dalla bidimensionalità del paesaggio circostante.

Cosa mangia l'impala?

Ruminante, si deve alla sua dieta la motivazione del proprio alto censimento. Infatti, prediligendo una savana alberata dove poi si riparano all’ombra nella calura di mezzo giorno ed adattandosi anche a diversi ecosistemi visto il largo menù, mangiano erba, foglie e piccoli arbusti arrivando a pesare in età adulta dai 40 ai 60 kg circa.

impala alla pozza

Maschi e femmine, velocità e socialità

I maschi dominanti, conquistano un’ampio harem di femmine dopo una lotta molto intensa con le corna. I maschi dominati, o più giovani, a volte restano nel gruppo ma la supremazia del “capo” la si nota immediatamente. Le corna sono a forma di “lira” e sono abbastanza inconfondibili nella savana africana. Le femmine sono sprovviste di corna e i loro cuccioli, nati all’inizio della stagione delle piogge dopo circa 200 giorni di gestazione (nasce solitamente un solo cucciolo), vivono all’interno di breeding herds, gruppi stabili e costanti, mentre appunto i maschi formanogruppi di scapoli solo per ricercare la salvezza nel numero, essendo forse l’antilope più predata sopratutto da leopardi, ghepardi, iene, caracals, ma anche leoni e coccodrilli. Ma si è specializzata nella corsa che, oltre alla grande agilità, è un’altra arma per sfuggire ai predatori raggiungendo i 60-70 km/h.

Essendo una specie fortemente gregaria, gli impala hanno tre linee verticali nelle sul posteriore, che fungono come “follow me” signs, segnali che un individuo lancia ad un altro nel momento della fuga da predatori o semplicemente nel movimento del gruppo. L’impala è una delle antilopi più colpite da parassiti raccolti nelle grandi distese erbose africane e spendono un’enorme quantità di tempo nella pulizia del manto; per questo hanno denti modificati: gli incisivi inferiori sono leggermente mobili e si aprono formando una specie di pettine che rimuove in maniera ottimale parassiti e polvere dal manto dell’animale.

Per rafforzare il legame tra i vari individui, come in altri esseri sociali, gli impala praticano la pulizia reciproca, pulendo il pelo di altri individui del gruppo e aspettando di essere ripagati con lo stesso tempo e la stessa dedizione. Altra particolarità di questa antilope è il fatto di essere associata alla bufaga, agendo questa come assistente nella pulizia del pelo (come per moltissimi altri erbivori delle savana africane).

Durante il periodo dell’accoppiamento i maschi sono così focalizzati sul difendere il proprio territorio e le possibili femmine all’interno dello stesso da “dimenticarsi” le buone maniere e l’importanza dell’igiene; per questo motivo in questo periodo un maschio può accumulare fino a sei volte il normale quantitativo di parassiti e quindi essere quasi completamente ricoperto dalle bufaghe. I maschi utilizzano latrine comuni (i cosiddetti middens) per demarcare il loro territorio e per segnalare la loro presenza ad altri possibili maschi o alle femmine in calore. Anche le femmine aggiungono le loro urine e feci a queste latrine comuni, rilasciando informazioni preziose per i maschi dominanti (insomma, una sorta di Facebook della savana).

maschi impala litigano

Spesso troviamo gruppi di maschi solitari “allenarsi” a scontri tra corna. È meraviglioso poter vedere questo show naturale che gli impala mettono in atto periodicamente per prepararsi al grande evento e conquistare quindi un gruppo di femmine a discapito di un maschio più anziano o meno forte. Ma al momento della conquista non perde d’occhio neanche una delle sue femmine e al minimo fruscio o rischio parte uno sbuffo secco, forte come un soffio grattato inconfondibile e tutto il gruppo parte in una corsa organizzata, e vedere l’agilità e la loro atletica in salti incredibili è davvero una bellissima emozione che fa capire quanta adrenalina hanno in corpo gli impala in quel momento.

Voglio ringraziare Alice che mi ha aiutato a scrivere questo articolo e che ci ha aiutato a conoscere qualche nozione in più. Alice è una guida professionista che lavora in Africa da diversi anni e la sua collaborazione è preziosa per approfondire entrando in dettagli curiosi. Qui a lato trovate il link al suo blog e al suo profilo Instagram e se vuoi conoscere qualcosa in più su Alice e la sua storia clicca QUI.