il rinoceronte

Nell’articolo di oggi voglio parlarvi di un animale molto interessante che reputo, assieme all’elefante, la mascotte dei viaggi in Zimbabwe. Infatti è un animale che abbiamo la fortuna di avvistare spesso in diversi parchi o aree del Paese dove è fortunatamente ancora numeroso ed in salute. Sono molti infatti i programmi di conservazione in Zimbabwe dedicati a questo animale anche se in passato, purtroppo anche qui, ha visto il numero calare drasticamente. Molti progetti, sopratutto privati, sostengono la reintroduzione del rinoceronte in natura e alcuni di loro li ho visitati di persona. È triste pensare, ad esempio, che una coppia di animali sia seguita a distanza da ranger armati 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno come una scorta, ma è anche l’unico modo per garantire a questi progetti la riuscita. Con questo articolo voglio soddisfare qualche curiosità portandovi a conoscere un animale davvero fantastico.

Il rinoceronte, un mammifero tanto grande e imponente quanto delicato. Delicato dal punto di vista della conservazione. Potremmo stare ore a parlare delle brutalità che questo povero animale sta subendo negli ultimi decenni eppure il suo corno, unico motivo di così tanta cattiveria, è arrivato a valere sui mercati internazionali, centinaia di migliaia di dollari. Il tutto per delle credenze totalmente infondate e stupide come il far ringiovanire, curare certe malattie più o meno rare, o la più citata notizia che sia afrodisiaco. L’elevata caccia dei bracconieri ha portato alla quasi totale estinzione del rinoceronte in libertà in moltissime aree e parchi nazionali africani. Restano infatti pochissimi ormai i parchi nazionali dove è possibile avvistare il rinoceronte e, nonostante tutto, viene spesso monitorato o seguito dai Ranger per evitare il peggio. Molte anche le riserve private che gestiscono piani di accoppiamento e reintroduzione, ma spesso obbligate a tagliare il corno (serve?) e/o a limarlo fino quasi alla radice, per evitare ulteriori perdite inutili.

Il rinoceronte fa parte della famosa lista dei Big 5 ovvero i 5 animali, o meglio i 5 trofei, più ambiti durante i safari di caccia del periodo coloniale. Sparare su questo mammifero è un pò come sparare sulla croce rossa. Innanzitutto dobbiamo sapere che ci sono due specie diverse di rinoceronte in Africa: il Bianco e il Nero, il rinoceronte bianco  rappresenta il secondo più grande mammifero terrestre, il nero è più piccolo nelle dimensioni, ma, che a causa del bracconaggio e della progressiva distruzione dei loro habitat, rappresenta la specie più a rischio d’estinzione.  Sono due animali diversi sia nel comportamento che nell’anatomia, ma entrambi possono raggiungere i 40 km/h, hanno due corna che usano per difesa, grattarsi o raschiare nel terreno per trovare radici e sono fatti di cheratina (stesso elemento di unghie e capelli). Il rinoceronte ha una pelle dura senza peli, e una vista molto ma molto scarsa. Questo gli ha permesso di sviluppare udito e olfatto. Il nome bianco e nero non riguarda il colore della pelle ma un errore nella traduzione interpretando la parola wyd che, in afrikaans, vuol dire largo, e non bianco come pensavano gli inglesi. Ma anche con l’inglese che da “wide” (largo inteso il muso del rinoceronte bianco, mentre il nero lo ha a punta) fu tradotto White e così all’altro esemplare venne assegnato Black.

Il rinoceronte bianco arriva a pesare anche 2000/2400 kg mentre quello nero meno della metà. Predilige le savane aperte erbose, ha un muso allungato e piatto (wyde appunto), testa sempre abbassata, “gobba” pronunciata ed erbivoro quasi nella sua totalità passando la giornata a mangiare brucando l’erba rasando il terreno, ed ha un carattere mansueto e tranquillo. Durante le ore più calde del giorno riposa spesso sdraiato all’ombra di arbusti o alberi, mentre è più attivo al tramonto e all’alba. Le femmine di rinoceronte bianco sono di natura gregarie. Le femmine sono generalmente seguite dall’ultimo cucciolo ed, alle volte, anche da quello più grande; femmine senza cuccioli si uniscono a gruppi dello stesso (ma non necessariamente) sesso creando associazioni di diversi individui; le femmine, al contrario dei maschi, vivono in territori non protetti (i cosiddetti home-ranges), all’interno dei quali uno o più territori di rinoceronti maschi possono coesistere. I maschi si trovano quasi sempre soli, a meno che non stiano corteggiando una femmina. Nonostante raggiungano la maturità sessuale intorno ai 4 anni d’età, non sono capaci di contendersi una femmina e di scontrarsi con altri maschi fino al raggiungimento del 12° anno. Per questo periodo di tempo, dimostrando sottomissione ai maschi dominanti, i giovani sono tollerati all’interno dei loro rispettivi territori (i rinoceronti vivono circa 40 anni). I territori dei maschi variano in dimensioni, dipendentemente dalle risorse che vi si trovano. Questi territori sono di solito suddivisi seguendo corsi d’acqua, barriere naturali, vallate, od addirittura strade create dall’uomo. La gestazione dura 16 mesi, dando alla luce un solo cucciolo. Il piccolo sarà sempre d’avanti della madre che lo tiene sempre sotto controllo. Molto sedentario, vive in ambienti pianeggianti dove spesso si ripara tra i cespugli. Ha sempre bisogno dell’acqua, difficilmente lo si trova molto lontano dalle riserve idriche. Non solo la vicinanze all’acqua è importante per dissetarsi, ma anche per rotolarsi nel fango circostante le pozze d’acqua per difendersi dall’eccessivo caldo e per rimuovere, una volta secco, un numero importante di parassiti e zecche che popolano la pelle di questi mastodontici animali. Un’altra associazione comune è quella con la bufaga dal becco rosso che, come con tanti altri erbivori, ha creato nel tempo un rapporto di mutuale benefico.

Il rinoceronte nero, invece, ha una testa allungata e portata più in alto rispetto al rinoceronte bianco. È appunto molto più piccolo, pesando tra i 750 e i 1000 kg, ha le orecchie più rotonde rispetto al bianco che le ha squadrate, e si ciba di foglie, arbusti e radici. Infatti il muso è allungato (tipo a punta) con le labbra adatte per strappare le foglioline. Ha un carattere spesso aggressivo e molto meno mansueto rispetto al cugino bianco. L’acqua per questa specie non è fondamentale come nel bianco. Nei periodi di siccità estrema può sopravvivere fino a 5 giorni senza acqua. Le loro abitudini alimentari prevedono lo svolgersi dei pasti nelle ore meno calde della giornata, ovvero al mattino presto e nel tardo pomeriggio, o anche durante la notte, poiché durante le ore più calde il rinoceronte trascorre il suo tempo dormendo o riposandosi all’ombra. Solitario, vive con la femmina solo per qualche giorno per l’accoppiamento, poi resta territoriale ma solo. Il cucciolo, alla nascita dopo 15/16 mesi di gestazione, resta con la madre fino all’arrivo del prossimo cucciolo. 

Essendo il rinoceronte un animale solitario con una pessima vista individua e comunica con gli altri simili mediante "indizi" olfattivi che possono essere tracce di escrementi e urina, necessari a questi mammiferi per determinare la presenza di altri esemplari nelle vicinanze. Anche la comunicazione "vocale", però, è utile ai rinoceronti che emettono diversi tipi di grugniti e suoni a seconda del proprio stato.

Un animale interessante, pieno di particolarità, che solo ad osservarle si capiscono in pieno i suoi comportamenti, la sua natura e le sue paure. La vista poco sviluppata gli ha dato la possibilità di sviluppare olfatto e udito e con l'incontro in walking safari in Zimbabwe si riescono a cogliere tutti questi piccoli segni. Conoscere l’animale da vicino e poter vivere un mammifero che è tra i più a rischio di estinzione è un’emozioni che si porta a casa e resta nella memoria per molto tempo.

Voglio ringraziare Alice che mi ha aiutato a scrivere questo articolo e che ci ha aiutato a conoscere qualche nozione in più. Alice è una guida professionista che lavora in Africa da diversi anni e la sua collaborazione è preziosa per approfondire entrando in dettagli curiosi. Qui a lato trovate il link al suo blog e al suo profilo Instagram e se vuoi conoscere qualcosa in più su Alice e la sua storia clicca QUI.