ippopotamo

In questo articolo andiamo a conoscere l’ippopotamo, un altro animale ambito e ricercato durante i safari fotografici, che troviamo spesso in Zimbabwe sopratutto lungo il fiume Zambesi. Infatti è li che l’ippopotamo ha trovato un habitat ideale e per questo durante i safari e i viaggi in Zimbabwe lo avvistiamo parecchio proprio nelle tappe che costeggiano il fiume o il Lago Kariba, altro ambiente molto apprezzato dall’ippopotamo. Ma sopratutto è alle Cascate Vittoria che spesso abbiamo grandi occasioni di avvistarlo o anche nelle pozze isolate nei parchi nazionali lontani centinaia di chilometri dallo Zambesi. È un animale che comunque ci accompagna spesso durante tutti i safari anche fuori lo Zimbabwe, un animale comune che “fa molto africa”, ma tanto temuto per la sua aggressività e stazza davvero imponente. Recenti studi del DNA lo classificano cugino prossimo alle balene, cosa davvero interessante e affascinante.

L’ippopotamo, un mammifero di una mole enorme, quando lo si incontra in safari si starebbe delle ore solo per osservarlo giocare in acqua. Spesso in situazione molto buffe lo si vede emergere ed immergere, soffiando e spruzzando acqua…poi di colpo sale apre la sua enorme bocca mostrando i denti facendoti capire chi comanda e rientra in acqua. Per noi è un immenso piacere vedere tutto questo, ma per l’ippopotamo questo è stress e vuole farci capire che ci osserva e che è lui il capo di quel territorio. Il mostrarci la bocca aperta significa mostrarci quanto grande e pericoloso può essere. Ed in realtà è proprio così, visto che l’ippopotamo è forse il mammifero che crea più vittime nel continente africano. Dai semplici incidenti con le piccole imbarcazioni dei pescatori, a veri e propri attacchi sulle rive dei laghi.

Il cavallo di fiume, così chiamato già dagli antichi greci perché in acqua “cavalca” agevolmente e non nuota, ha la sua vita condizionata dall’acqua. Fiumi, laghi e pozze sono il suo habitat dove trascorre gran parte della giornata immerso o appena a riva a rotolarsi nel fango. Nonostante i suoi 1500-2000 kg di peso gli ippopotami vivono in “risparmio energetico” in acqua; rimanendo immerso nelle acque di laghi e pozze il suo corpo non necessita un immenso apporto di cibo come invece verrebbe da pensare guardando la sua enorme mole: un maschio adulto consuma tra i 20 ed i 40 chili di erba a notte, un minuscolo 1,5% del suo peso corporeo. In generale mammiferi di taglia XXL richiedono un apporto pari al 5% del loro peso corporeo. Il sistema digestivo degli ippopotami è unico nel mondo animale: pur non essendo un ruminante, possiede un enorme stomaco suddiviso in tre cavità, studiato per rallentare il transito del cibo e, quindi, aumentare la sua assimilazione a livello dell'intestino. Il corpo di questo immenso mammifero si è adattato perfettamente alla vita in acqua: gli occhi, le narici e le orecchie sono situate alte alte sulla testa così da permettere all’ippopotamo di rimanere completamente inabissato mantenendo pieno controllo sull’ambiente circostante; gli ippopotami possono infatti rimanere sott’acqua per 5-6 minuti, ma non essendo dei pesciolini possono trattenere il respiro solo per un determinato periodo di tempo, dovendo poi riemergere per una bella boccata d’aria fresca; i cuccioli (fino a 3 mesi di età) possono trattenere il respiro soltanto una quarantina di secondi e difatti non è raro vedere piccoli sorretti dal corpo delle mamme. Gli ippopotami camminano sul fondo del fiumi essendo impossibilitati a nuotare nel vero senso della parola. Nel momento in cui un ippopotamo si trova fuori dall’acqua e qualcosa lo spaventa, la prima reazione è quella di correre immediatamente verso la pozza più vicina. MAI INTERPORSI TRA UN IPPOPOTAMO ED UNA FONTE D’ACQUA!!!

Gli ippopotami utilizzano sempre dei percorsi ben definiti, creati dagli stessi nel loro vagabondare notturno in cerca di cibo; se vi trovate dunque nei pressi di una pozza d’acqua o di un dam e riconoscete di essere su un passaggio ben utilizzato dagli animali, muovetevi immediatamente ed uscite da quella situazione di potenziale pericolo!!! Un’altra ragione per la quale gli ippopotami prediligono la vita in acqua ha a che fare con la loro speciale epidermide: la pelle degli ippopotami è estremamente delicata e rischierebbe di danneggiarsi e seccarsi con un sole troppo potente. Per questo esistono delle ghiandole cutanee che secernano un liquido che funge da crema corporea, per la protezione dei raggi solari. Quel colorito rosato che durante l’accoppiamento è più intenso, è proprio dovuto a questo liquido di protezione. Accoppiamento, parto e allattamento avvengono in acqua; il piccolo nasce in acqua dopo circa 8 mesi e mezzo e sarà capace di camminare e seguire la madre già dopo qualche minuto dalla nascita; l’allattamento è reso possibile da speciale membrane che sigillano il naso e le orecchie nel momento in cui il piccolo si inabissa ricercando il latte materno  Una loro particolarità sta che 3 sensi sono sviluppati in alto e quindi orecchie, occhi e naso sono sempre fuori dall’acqua permettendo all’ippopotamo di stare immerso quasi totalmente. Riconoscere la differenza tra maschi e femmine è estremamente difficile, in quanto gli ippopotami, così come gli elefanti, hanno testicoli interni; in generale i maschi sono più grossi delle femmine. Gli ippopotami vivono in società di harem, dove un maschio dominante difende strenuamente un territorio e un numero variabile di femmine; gli esemplari maschi buttano indietro la testa e spalancano la loro enorme bocca, mostrando i loro canini a sciabola. Stiracchiarsi e sbadigliare quando si è stanchi ricarica i polmoni di aria buona; questo pompa il sangue dai polmoni fino al cuore, da dove a sua volta il sangue ricco di ossigeno viene pompato nei muscoli per combattere la sensazione di stanchezza ed affaticamento. Per alcune specie animali però lo sbadiglio non rappresenta solo stanchezza, ma può anche avere un forte significato simbolico, un modo di comunicare con altri della stessa specie. Questo è un chiaro messaggio verso altri ippopotami, anche se il tipo di messaggio differisce a seconda di chi ne sarà il destinatario. Se il destinatario è un maschio rivale, lo sbadiglio è un chiaro messaggio territoriale, per la difesa di territorio e femmine all’interno dello stesso, inteso a terrorizzare e destabilizzare i maschi rivali. In un combattimento tra ippopotami i rivali finirebbero per infliggersi ferite, alcune volte persino mortali; per questo la maggior parte delle volte tutto si conclude mostrando i denti e definendo i proprio confini territoriali. Se il destinatario è invece una femmina il significato dello “sbadiglio” è tutt’altro: diviene parte di un processo di corteggiamento per incitare la femmina all’accoppiamento. I territori vengono demarcati sia nelle acque che sulla terraferma, grazie alla speciale tecnica con la quale i maschi di ippopotamo… defecano sbattendo la coda in movimenti circolari e spruzzando le feci su cespugli e vegetazione lasciando un chiaro riferimento d’identità. Il fatto che gli ippopotami defechino nell’acqua e nelle zone adiacenti riveste un importante significato ecologico: cos’ facendo aggiungono nutrienti nell’ecosistema che potranno essere utilizzati da altri membri della catena alimentare, come pesci o invertebrati.

L’unico altro rappresentante della famiglia degli ippopotami è l’ippopotamo pigmeo, che si trova in alcune regioni dell’Africa occidentale. A differenza del suo più comune cugino, l’ippopotamo pigmeo raggiunge a malapena i 200 kg e conduce una vita solitaria, o al massimo creando piccole associazioni di individui lungo fiumi e nelle zone più paludose.

E quindi dopo averli visti tutto il giorno a mollo in acqua inizia a calare la notte e, quando il fresco si fa largo nella savana, gli ippopotami escono dall’acqua e si avviano tramite sentieri abitudinari verso il pascolo. Solitamente non si allontanano molto dall’acqua ma dipende poi dove l'ippopotamo può trovare il cibo come dicevamo, a base d’erba. Come abbiamo visto, vivendo tutto il giorno in acqua o nel fango che lo aiuta con la termoregolazione, l’ippopotamo non necessita di molte energie ma nonostante possa sembrare impacciato e goffo nei movimenti sulla terraferma, la sua corsa può arrivare anche ai 36/40 km orari e per difendere il territorio farebbe qualsiasi cosa, ma osservarlo giocare in acqua tra spruzzi e relazioni resta sempre una delle particolarità più intriganti del safari. Il suo verso inconfondibile che durante la notte accompagna il gran movimento in savana, è davvero la compagnia ideale per addormentarsi sotto le stelle.

Voglio ringraziare Alice che mi ha aiutato a scrivere questo articolo e che ci ha aiutato a conoscere qualche nozione in più. Alice è una guida professionista che lavora in Africa da diversi anni e la sua collaborazione è preziosa per approfondire entrando in dettagli curiosi. Qui a lato trovate il link al suo blog e al suo profilo Instagram e se vuoi conoscere qualcosa in più su Alice e la sua storia clicca QUI.