la storia dello Zimbabwe

In questo articolo voglio cercare di raccontare la storia dello Zimbabwe. Premetto che lo Zimbabwe ha una storia travagliata e molto complessa, sopratutto a livello politico, da metà ‘800. Non voglio stufarvi troppo visto che il capitolo “storia” è per molti noioso e poco interessante. Ma credo sia giusto conoscere almeno i punti principali di cosa è accaduto in tanti anni sopratutto per capire e sconoscere un Paese. Spesso mi fate una domanda: lo Zimbabwe è pericoloso? La popolazione è aggressiva? La risposta ad entrambe è no, ma solo conoscendo la storia di questo popolo si trovano le motivazioni alla risposta di queste domande tanto semplici ma non banali. Tempo fa leggevo un libro che parlava della differenza di sviluppo tra le diverse aree del nostro pianeta. Chiaramente la geografia, il clima e le specie animali e vegetali che vivono un determinato territorio sono alla base delle motivazioni di questi sviluppi, ma lo Zimbabwe sotto un certo aspetto è anche un Paese fortunato rispetto a tanti altri Paesi dell’Africa e i suoi abitanti e la sua storia ne hanno saputo trarre vantaggio in ogni era.

La storia inizia circa 3 miliardi di anni fa quando le eruzioni arrivarono in superficie raffreddandosi abbastanza velocemente per creare gli enormi giacimenti granitici sparpagliati per gran parte del Paese. Un immenso altipiano, spesso sopra gli 800-900 metri, composto da molte colline e montagne, creano una geografia adatta alla foresta e moltissimi animali vivono queste aree.primi abitanti dello Zimbabwe furono i Khoi prima e i San dopo (molti di voi li conosceranno come i Boscimani, ancora esistenti in Botswana), un popolo nomade di cacciatori e raccoglitori che si spostava nelle aree desertiche del Kalahari tra la catena di Nyanga e il deserto del Namib e tra i Bantu e i Khoi-San ci fu spesso la guerra. I San, per capirci, sono i disegnatori e creatori delle tantissime pitture rupestri che troviamo in Zimbabwe risalenti a diverse centinaia di anni prima di Cristo.

Intorno al IV secolo i Bantu provenienti dal Kalanga (regione a nord dello Zambesi) attraversarono il fiume Zambesi prendendo il nome di Karanga e iniziarono ad insediarsi sugli altipiani centrali dello Zimbabwe. Questo popolo di allevatori e agricoltori si espanse brevemente e raggiunse il sud del Paese dove nel VII secolo inizò la costruzione dell’insediamento di Great Zimbabwe. Qui si sviluppò il primo impero della storia dello Zimbabwe, che negli anni costruirono quello che oggi è il sito UNESCO archeologico e storico di Great Zimbabwe. L’impero fu così grande da comprendere vaste aree fuori dagli odierni confini ed era suddiviso in molte province. In quest’area iniziò il commercio che i Karanga facevano con gli Swahili, i persiani e perfino i cinesi fino alla fine del 1400 anni in cui il regno finì. Questo sito darà poi il nome al Paese perchè “Dzimba-dza-mbwe” significa “grandi case di pietra” in lingua Karanga (il sito è costruito con mura e case di pietra a secco) e proprio qui si è trovato l’uccello simbolo del Paese, sempre in pietra.

Nel frattempo altri piccoli imperi naquero come i Rozwi più a sud e i Butuwa (Torwa) a ovest (leggi QUI Khami Ruins per approfondire) ma verso la fine dell’impero Karanga di Great Zimbabwe fu l’impero Monomotapa a diventare protagonista. Conosciuto da molti come l’impero dell’oro (per le grandi quantità possedute) che commerciava (oro e schiavi) con gli Arabi e che sconfisse molte volte i portoghesi, che prima attaccarono a cannonate i Butuwa a Khami, per poi risalire verso le montagne dove l’impero Monomotapa era situato. I portoghesi provarono in tutti i modi a impossessarsi dell’oro e delle miniere sia con l’inganno che con la guerra. Molti portoghesi morirono di malaria e per la mosca TseTse, ma poi trovarono un modo per commerciare sopratutto con i Rozwi. Quando l’impero Monomotapa era orami decimato dal vaiolo, i Barozwi li attaccarono ponendo fine all’impero dell’oro che si chinò ai bianchi nel 1902.

Nel frattempo in Sudafrica, Shaka portò un nuovo modo di combattere conquistando moltissime terre tra cui il sud dello Zimbabwe decretando la fine dei Rozwi. L’impero Shaka era diventato così grande che iniziò quindi a dividersi e gli Ndebele occuparono lo Zimbabwe, stabilendosi nell'area dell'odierna Bualwayo, nella prima metà 800 con il Re Mzilikazi che attaccò e sottomise gli Shona (da qui nasce il nome Shona che è un dispregiativo) confinandoli nel nord del Paese e sottoponendoli a pesanti tributi. Dopo la morte del Re fu il figlio Lobengula a succedergli al trono che a fine secolo stipulò un accordo con Cecil Rhodes svendendo le terre a favore della società filo britannica, per una manciata di fucili e un battello a vapore. Dopo aver sconfitto svariate volte i coloni nelle battaglie solo l’astuzia e l’inganno permise la conquista finale sul popolo guerriero. A fine secolo gli Shona si ribellarono, quando ormai gli Ndebele erano già sulla via del tramonto, guidando la “Chimurenga” ovvero la ribellione. Questo termine entra così a far parte del linguaggio Shona.

La storia di Cecil Rhodes meriterebbe un maggior approfondimento visto il personaggio particolare e sicuramente protagonista della storia di questo angolo del continente africano. A 35 anni controllava circa il 90% del commercio di diamanti iniziando ad espandersi verso nuovi orizzonti minerari. Così nel 1889 fondò la BSAC (British South Africa Company), una compagnia commerciale privata con piccolo esercito annesso. Nel 1890 diventò anche ministro della Colonia del Capo. Il suo sogno era quello di creare un impero da Città del Capo fino a Il Cairo e così, attraverso la ferrovia, iniziò la realizzazione del suo sogno da ottenere a qualunque costo. Morì nel 1902, non in tempo per vederlo realizzato, ma lo BSAC proseguì fino al 1923. Cecil Rhodes fu infine sepolto nel parco di Matopos, in Zimbabwe, nel sito oggi chiamato “World and View”.

In questi primi anni del ‘900 l'attuale Zambia prese il nome di Rhodesia del Nord mentre l’attuale Zimbabwe Rhodesia del Sud, in onore di Cecil Rhodes sotto il controllo dello BSAC, che portò a termine la ferrovia. Nel 1923, dopo un referendum, la Rhodesia del sud divenne così colonia britannica e durante la seconda guerra mondiale spalleggiò a favore dell’Inghilterra (qui vennero portati molti prigionieri italiani). Fu così che nel novembre del 1965 l’allora primo ministro della colonia Britannica Ian Smith proclamò l’indipendenza della colonia trasformandola in Repubblica di Rhodesia, ma non fu riconosciuta a livello internazionale subendo le prime sanzioni ONU.

Il dominio bianco portò il Paese fino al 1979. Governato per anni da Ian Smith che applicò una politica dura contro i neri seppur in netta maggioranza, la si può paragonare benissimo all’Apartheid avvenuta in Sudafrica. In questi anni si formarono due partiti ZANU (shona) e ZAPU (ndebele) con Mugabe e Nkomo i rappresentanti, sostenuti dalle politiche internazionali, riuscirono (con molte difficoltà) a far cedere Ian Smith. Infatti il Paese, arrivato ad essere un perfetto stile britannico, iniziò a ricevere le prime rivolte dei partiti sopracitati, fino a portare i disordini ad una guerra civile. Ian Smith, anche grazie alle pressioni internazionali sopratutto di Russia e Inghilterra, fu costretto a cedere passando da un momento transitorio (dove nacque lo Zimbabwe - Rhodesia) all’indipendenza il 18 aprile 1980 dopo le prime vere elezioni vinte dai neri e prendendo il nome definitivo di Zimbabwe.

Mugabe presidente, appoggiato dalla comunità internazionale, prende le redini di un Paese in sviluppo e in pieno regime produttivo ed economicamente in ottima salute. I primi anni di Mugabe al potere portarono allo scontro Zanu e Zapu con gli Shona che ebbero la meglio sugli Ndebele (lo scontro non fu pacifico) facendo nascere così il partito Zanu-PF che resterà al potere per molti anni. Nei primi 10 anni di governo Mugabe portò il Paese sempre più in alto con una politica liberale e socialista, cercando di colmare il divario sociale tra le persone con diverse leggi che portano il sistema sanitario e scolastico a buoni livelli e una buona economia nel paese. Negli anni 90 invece, restando sempre confermato alla presidenza, iniziò una politica concentrata su se stesso, abolendo la carica di Primo Ministro e assumendo atteggiamenti repressivi verso ogni forma di opposizione.

Iniziò così, alla fine degli anni '90, una politica contro i residenti bianchi spesso colonne portanti dell’economia del paese. Causa l’uso della violenza molti fuggirono lasciando il Paese, e iniziò così il tracollo economico e finanziario. La politica era sempre più concentrata su Mugabe e il suo partito iniziò a perdere consensi non essendoci un’opposizione. Il Paese iniziò così il suo declino. La situazione si complicò quando l’ADIS iniziò a diffondersi in maniera aggressiva abbassando le prospettive di vita e portando un sistema sanitario funzionale al baratro. Con la riforma agraria, che tolse molte terre ai bianchi (lo Zimbabwe era un vero e proprio granaio che forniva molti paesi africani) anche il cibo iniziò a scarseggiare e lo Zimbabwe, da uno dei migliori Paesi africani, diventò uno dei più poveri nei primi anni 2000. Il dollaro dello Zimbabwe, arrivato ad un inflazione da Guinness dei primati, smise di circolare nel Paese dopo averlo portato al tracollo finanziario e venne così introdotto dalla comunità internazionale il Dollaro Americano. Nel 2008 Mugabe venne comunque rieletto presidente con non pochi disordini e violenze anche molto cruente. Così fu costretto a condividere il governo con l’MDC, il partito d’opposizione. Il Paese si risollevò leggermente e nel 2013 Mugabe ritornò presidente, tramite supporti politici dalla Cina, vincendo le elezioni fino al 15 novembre 2017 quando un colpo di stato non cruento lo rimosse dopo 37 anni di presidenza e i militari misero al suo posto il Vice presidente Mnangagwa, attuale presidente, dopo aver vinto le elezioni con il 50,67% nel 2018. Mugabe muore nel settembre 2019, all’età di 95 anni e per lo Zimbabwe inizia così una nova era.

Non è certo stato facile sintetizzare la storia di questo Paese articolato, complesso ma molto interessante. Un paese africano che vanta di siti archeologici, pitture rupestri, ma anche storia contemporanea e politica internazionale. Insomma, un paese da scoprire e conoscere su tutti i fronti.

Chiedo scusa se ho usato termini semplicistici e a volte superficiali ma volevo rendere chiara la situazione in un testo leggero, comprensibile e scorrevole.