La Giraffa

L’articolo di oggi è dedicato alla giraffa. Il mammifero più alto al mondo che con la sua eleganza e bellezza è un animale simbolo del continente africano e dei safari africani. Non è un caso infatti che è stato scelto per rappresentare il logo di SafariZimbabwe. Abbiamo spesso occasione di osservare questo animale durante i Safari e vi assicuro che è sempre una meraviglia vederlo camminare lentamente con eleganza oppure chinarsi con fatica per bere.

La giraffa, che può raggiungere anche i 50 km/h, è il mammifero più alto al mondo (un maschio adulto può sorpassare i 5 metri d’altezza, mentre le femmine sono generalmente più “basse”, raggiungendo i 4.5 metri pensando rispettivamente 900/1200 kg il maschio e 750/950 kg la femmina), e per questo motivo il suo intero organismo si è dovuto adattare modificando alcuni tratti fisici. L’unico altro membro della famiglia a cui appartiene la giraffa è l’okapi, una rarissima specie a rischio estinzione, poco conosciuta, localizzata solo nelle dense foreste della repubblica Democratica del Congo. La giraffa ha una camminata sempre precisa, composta ed elegante che ricorda quella di un cammello. L’eleganza è forse la sua caratteristica di un inconfondibile animale della savana africana. Dall’alto la giraffa sbuca dalle piante di acacia dove va ghiotta delle sue foglie strappate con la lunga lingua stando attenta a non pungersi con le spine dell’albero. Mangiare e ruminare è il suo passatempo preferito occupando fino 15-16 ore al giorno; con calma si posiziona e inizia un’attenta ricerca delle foglioline più gustose usando il lungo collo per avvicinarsi. Le lunghissime ciglia hanno la funzione di proteggere gli occhi nel momento in cui le giraffe si avvicinano inavvertitamente alle spine delle acacie per raggiungere il fogliame delizioso. Le giraffe presentano inoltre uno sviluppo diverso del blocco atlante-epistrofeo situato alla base del cranio che gli permette di inclinare la testa verticale per raggiungere anche le foglioline più alte; la lingua, che raggiunge, i 40 cm di lunghezza garantisce alle giraffe un’ulteriore estensione della loro lunghezza: la lingua è prensile, il che significa che può facilmente arrotolarsi ed aggrapparsi ai ramoscelli ed alle foglioline delle acacie di cui le giraffe vanno ghiotte essendo queste ultime ricche di valori nutritivi, ed è rugosa e molto spessa, per evitare che le spine la penetrino con facilità. Le giraffe si cibano quasi unicamente di foglie, dieta comprensibile considerando l’altezza straordinaria delle giraffe, che gli permette facilmente di arrivare anche ai rami più alti, dove altre specie difficilmente riescono a cibarsi; è pur vero però che le giraffe, per aumentare il livello di sali minerali richiesti dal loro organismo, raccolgono dal suolo ossa per arricchire di calcio e fosforo la loro diete vegetariana.

Riposa a brevi tratti dormendo pochi minuti per volta, restando sempre vigile ai predatori che, seppur la cercano meno rispetto ad altri animai, sono sempre all’erta di un passo falso di qualsiasi preda. Non si sdraiano ma si siedono accovacciate, posizione che possono tenere solo per qualche minuto. Il manto ha diverse tipi di “macchie” in base alla sottospecie che si caratterizza alla territorialità e alla geografia (in Zimbabwe troviamo la Giraffa sudafricana e la Giraffa angolensis). Oltre che alla mimetizzazione, aiutano anche la termoregolazione (controllo della temperatura). Le giraffe vivono in gruppi sociali non stabili, conosciuti con il nome di associazioni temporanee. Le giraffe sono animali sociali, e che quindi nonostante questa fluttuazione all’interno dei gruppi, prediligono la vicinanza ad altri individui della loro stessa specie. Non sono territoriali e spesso si vedono piccoli gruppi misti familiari o indipendenti. I maschi, per garantirsi l’accoppiamento, eseguono lotte violente usando specialmente il collo come “arma”. Impressionante osservare con quale forza riescono a sferrare colpi ed attacchi. Nonostante i calci possenti delle giraffe siano un buon meccanismo di difesa, non sono assolutamente immuni alla predazione: ci sono esempi dove pride di leoni hanno specializzato le loro tecniche di caccia alle giraffe.

Una delle scene più belle da osservare è quando vanno a bere ad una pozza d’acqua o al fiume. La fatica che fanno aprendo le gambe per abbassare il collo verso il suolo sembra disumano, ma sempre con un’eleganza fine accompagnato poi da qualche spruzzo d’acqua nella veloce risalta. Prima di piegarsi a bere scrutano l’orizzonte per essere sicure di non rischiare nulla essendo questo il momento più vulnerabile per loro. Spesso infatti, se in gruppo, alcuni esemplari bevono mentre altri attendono come sentinelle prima di darsi il cambio. Anche in questo caso la natura ha deciso di aiutare la giraffa in questa impresa; quando una giraffa si piega per abbeverarsi ad una pozza d’acqua, ciò che accade all’organismo è davvero complicato, in quanto piegandosi così bruscamente potrebbe rischiare una pressione estrema al cervello; il cervello di una giraffa si trova all’incirca a 5 metri dal terreno, e 2 metri dal cuore, che pompa 6 litri di sangue al minuto. Per contrastare questo potenziale surplus di afflusso sanguigno al cervello, la giraffa ha un un intricato network di minuscoli capillari tutti intorno al cervello che si dilatano e contraggono per controllare il flusso del sangue quando la giraffa si piega verso il basso per abbeverarsi; per aiutare questo processo il collo della giraffa possiede anche speciali valvole che agevolano il passaggio del sangue.

In moltissimi pensano che la giraffa sia un animale “muto”, ma nonostante siano sì animali silenziosi, anche loro hanno una certa varietà di vocalizzazioni che usano per comunicare con altri individui o per lanciare un allarme. La differenza tra maschi e femmine a volte non è immediata ma osservando bene si può notare che le corna dei maschi hanno meno pelo nero sulla punta rispetto le femmine. Di solito sono anche più scuri ma non sempre può aiutare. Anche il muso un pò tumefatto dalle lotte può agevolare a comprendere la differenza, ma naturalmente il classico metodo dei genitali aiuta notevolmente a trovare la risposta.  Il cucciolo di giraffa alla nascita è alto quasi due metri e in pochi minuti riesce già a stare in piedi. La femmina di giraffa partorisce un solo cucciolo, in piedi, dopo una gestazione di 15 mesi. Il nome specifico camelopardalis unisce due parole latine: la prima parte fa riferimento al modo in cui la giraffa cammina e si muove, appunto ricordando il movimento del cammello; la seconda (pardalis) fa invece riferimento al mantello pezzato geometrico che ricorda vagamente quello del leopardo che le serve per mimetizzarsi. Il nome "giraffa", secondo alcuni, vorrebbe significare mite, buona, cara vista la sua indole davvero molto tranquilla.

La giraffa, un animale dall'anatomia complessa ma molto interessante, ci accompagna spesso durante i safari dove abbiamo ottime possibilità di incontrarlo e osservarlo. In Zimbabwe direi che è il Parco Nazionale di Hwange il posto prediletto della giraffa dove spesso è anche il primo animale avvistato al mattino. Facile poter vedere la giraffa attraverso la fitta vegetazione verde e rigogliosa, meno quando la vegetazione è secca o spoglia. Li bisogna aguzzare bene la vista perchè sa mimetizzarsi perfettamente sfruttando così la sua più grande qualità difensiva.

Voglio ringraziare Alice che mi ha aiutato a scrivere questo articolo e che ci ha aiutato a conoscere qualche nozione in più. Alice è una guida professionista che lavora in Africa da diversi anni e la sua collaborazione è preziosa per approfondire entrando in dettagli curiosi. Qui a lato trovate il link al suo blog e al suo profilo Instagram e se vuoi conoscere qualcosa in più su Alice e la sua storia clicca QUI.

Nota: I dati riportati sono di riferimento perchè cambiano in base alla specie e all'ecosistema (habitat).