Elefante

L’elefante, il mammifero terrestre più grande. Presentarlo non è facile, perché nella sua semplicità è un’animale complesso dalla memoria incredibile, dalla forza superiore a qualsiasi altro animale sulla terra e con una vita sociale che ancora deve essere approfondita. Il maschio di elefante può arrivare a pesare anche 4-5 tonnellate fino ad un’altezza media di circa 3 metri e mezzo e una longevità di 60-70 anni. Purtroppo l’avorio delle sue zanne, diventato di “moda” nel secoli scorsi, ha messo l’elefante in serio pericolo per la sua salvaguardia. In Botswana e Zimbabwe, sopratutto lungo il fiume Chobe e il fiume Zambesi, la concentrazione dell’elefante è ancora ampia contando svariate migliaia di esemplari che, non essendo territoriali, “migrano” tra il nord-est del Botswana e il nord-ovest dello Zimbabwe in grandi gruppi famigliari guidati dalle matriarche in una costante ricerca quotidiana dell’acqua.

 

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Considerati gli architetti della savana, gli elefanti mangiano una quantità enorme di foglie, rami, frutti…spesso distruggendo con il loro passaggio la vegetazione ma con un sistema digestivo poco efficiente, espellono circa il 50% di sostanze nutritive non digerite che servono per la ricrescita della vegetazione stessa. Arrivano a mangiare fino 200 kg al giorno, ma di quello che hanno veramente bisogno è l’acqua senza la quale l’elefante non sopravviverebbe. Una volta al giorno si recano ad una pozza, sulle rive di un fiume o un lago per abbeverarsi, ed è solo un piacere fermarsi a lungo per osservare i pachidermi tuffarsi, giocare, spruzzare e bere l’acqua. Oltre che per dissetarsi, questi bagni d’acqua e fango sulle rive, servono anche per abbassare la temperatura corporea. Il tutto questo, mangiare, bere e rinfrescarsi viene fatto con la proboscide. Un organo indispensabile per l’elefante. L’estensione del naso e l’allungamento del labbro superiore ha oltre 40 mila muscoli con cui soffia, aspira e afferra donandogli un tocco di eleganza e particolarità. Le grandi orecchie permettono all’elefante, ad ogni sbattuta, di calare la temperatura corporea di qualche grado.

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La sensibilità è una delle caratteristiche più belle e importanti dell’elefante. Sensibilità nella comunicazione. Non sono solo i famosi barriti i loro modi di esprimersi, ma comunicando attraverso gli infrasuoni a frequenze basse (20hz) per noi impercettibili fino a raggiungere lunghe distanze. La sensibilità nel camminare, spesso sono silenziosi nonostante una mole impressionante, ed ascoltare il loro cammino dove percepire i passi è difficile, grazie ai cuscinetti di grasso sotto alle enormi zampe che ammortizzano il passo. La sensibilità con cui strappa rami, cortecce e poi li mastica con delicatezza nonostante tritura vegetali davvero resistenti. La sensibilità nei rapporti sociali, nel commemorare un defunto per esempio, anche se certamente quando si arrabbiano fanno paura, quando litigano o si sentono minacciati la forza bruta è percepibile ma la matriarca vanta di un rispetto quasi devoto e la sensibilità del branco verso un cucciolo, la delicatezza nei movimenti e nel rispetto reciproco è una cosa che solo osservandoli si capisce quanto questo animale sia maestoso. E allora chi è il vero Re della Savana?

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